Documento delle comunità ecclesiali di Bagheria 4 novembre 2015 sui recenti fatti di mafia

Da quando nel lontano 15 agosto del 1982 in piena guerra di mafia che investi anche il nostro territorio, allora tristemente chiamato "Triangolo della morte", le nostre Comunità ecclesiali alzarono il grido a favore di questa citta perché non ci lasciassimo vincere dalla paura e ci impegnassimo per la liberazione dalla mafia, tanto cammino è stato fatto. Non sono mancate le difficolta nel prendere coscienza della pericolosità della mafia per la vita civile, per lo sviluppo della nostra imprenditoria e per la vita religiosa. Si credeva allora, da alcuni, che la mafia non fosse presente nel nostro territorio e, da altri, che la citta proprio per la presenza di un ordine protettivo mafioso potesse rimanere indenne dal traffico della droga e dal pizzo. La grande marcia del febbraio 1983 da Bagheria a Casteldaccia, ripetuta trent’anni dopo nel 2013, ha visto protagonista per la prima volta unita nel secondo dopoguerra tutta la società civile (studenti, preti, sindacalisti, operai, professionisti, associazioni di vario genere). La liberazione dalla mafia era diventata patrimonio comune e ora doveva coinvolgere Ia responsabilità di tutti.

Ciò che ci rende fiduciosi è che in questi ultimi anni sono stati incarcerati gli autori di omicidi, intimidazioni, pizzo, e di questo bisogna dare lode alle forze dell’ordine e alla magistratura; ma soprattutto ci rallegra ora la notizia che finalmente non uno, ma 35 commercianti e imprenditori bagheresi hanno sentito il bisogno di non lasciarsi intimidire dai delinquenti estortori e di collaborare con le forze dell’ordine. E un atto di fiducia verso le istituzioni; non vorremmo però che episodi recenti di corruzione di alcuni rappresentanti delle istituzioni compromettano questa fiducia. Vogliamo sperare che questa svolta di Bagheria sia non solo il frutto di una crescita della consapevolezza che senza legalità non si approda a nulla, ma anche, di una vera crescita di responsabilità morale. E di moralità  in tutti i campi e a tutti i Iivelli abbiamo necessita. Vorremmo che la testimonianza di questi imprenditori e commercianti diventasse una strada spianata per tutti, anche per la liberazione dal pizzo che a volte viene imposto da taluni non mafiosi a danno della giusta paga dovuta agli operai.

Le nostre Comunità ecclesiali si impegnano a continuare il loro compito di formazione delle coscienze al rispetto della dignità della persona umana, di condanna di ogni forma di violenza e di intimidazione; ribadiscono che anche la sola appartenenza all’associazione mafiosa (anche nelle forme più sottili delle  contiguità finanziarie e politiche) è incompatibile con la professione di fede cristiana nel crocifisso che si è donato per I'umanità. A sua volta Ia fede in Gesù risorto, mentre fa vivere alla comunità una nuova esperienza di liberazione incarnata nel tempo e nello spazio, la rende capace anche di pregare perché gli aderenti alla associazione mafiosa si convertano in questo anno santo della misericordia e tornino al vangelo di Gesù Cristo per sperimentare anche loro Ia liberazione dalla schiavitù del vitello d’oro, assetato di dominio, sordo e muto dinanzi alla sofferenza degli oppressi.

Le Comunità ecclesiali non possono infine non stringersi insieme a tutti gli uomini liberi attorno a questi nostri coraggiosi fratelli e pregare per loro, per Ie loro famiglie, per il loro lavoro. Auspicano che si possa uscire da un emergenza che non è solo di illegalità, ma emergenza sociale che attanaglia intere famiglie prive dei più elementari diritti.

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A TUTTI I LETTORI:

Pubblichiamo questo promemoria presentato all'Amministrazione Comunale di Bagheria, perché l'inizio del nuovo anno scolastico ripropone come ogni anno difficoltà non indifferenti per famiglie indigenti e ragazzi. Offrendo la nostra collaborazione al bene delle famiglie, siamo convinti che il volontariato non può sostituirsi al compito che è proprio delle amministrazioni pubbliche,Comunità

Comunità Parrocchiale San Giovanni Bosco

Via Lodi già Via Dante 99 – 90011 Bagheria (PA)

Tel/Fax 091/963810

ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO

“AGAPE”

Via Lodi già Via Dante 99, Bagheria 90011

Tel./fax 091963810/ 3335009693

e- mail: assoagape@gmail.com

CF90009110827

 

Al Sindaco

All’Assessore alla Pubblica Istruzione

All’Assessore alla Solidarietà Sociale

Alla IV Commissione Consiliare

Comune di Bagheria

L’anno scolastico sta per iniziare con i numerosi problemi che ritornano ogni anno e diventano sempre più gravi.

Vogliamo sottoporre alla Vostra attenzione alcuni punti che abbiamo già segnalato alle precedenti amministrazioni e per i quali è stata data la sola risposta: “ non ci sono fondi “.

1. La mancata riapertura della Scuola Elementare don Giuseppe Puglisi ha creato e creerà problemi non indifferenti alle famiglie del nostro quartiere che non hanno auto e sarà causa come lo scorso anno dell’allentamento della frequenza dei bambini sia della scuola elementare che della scuola materna.

2. Trasporto alunni. Per evitare disagi ulteriori, nel caso la scuola non fosse disponibile, sarebbe necessario istituire una navetta scolastica per il trasporto dei bambini.

3. Mensa scolastica. Ritorna il problema della mensa soprattutto per le famiglie senza reddito o con redditi aleatori i cui figli vengono taglaiti fuori non potendo pagare una retta. Che fare?

4. In attesa dell’apertura di nuovi asili nido si dovrebbero prevedere dei vouchers (o secondo la legge 328 istitutire la figura delle mamme di giorno) per mamme che a causa di lavori aleatori in nero necessitano di avere comunque un luogo dove ci si prende cura dei bambini.

5. Buoni libri per la scuola elementare: le famiglie devono anticipare circa 40,00 euro per ritirare i libri che verranno restituiti dalle librerie quando avranno portato la cedola. Per la scuola media non ci sono buoni, tante sono le famiglie che non possono affrontare una spesa di circa 200/300 euro. Molti ragazzi lo scorso anno non hanno avuto i libri; in diversi casi è intervenuta la Caritas acquistando libri e materiale scolastico. Quast’anno in mancanza di inizativa pubblica, la Caritas parrocchiale si è fatta carico di organizzare il tempo d’estate dei nostri ragazzi, affrontando una spesa di 3.350 euro. Siamo quindi in difficoltà a venire incontro alle molte richieste per libri e materiale scolastico.

6. Proponiamo in tempi brevi di convocare un incontro con i responsabili delle scuole, con l’Osservatorio scolastico e con quanti a vario titolo si occupano di giovani e scuola. Si potrebbero cercare alcune soluzioni insieme ai maestri e professori per evitare che si sentano umiliati bambini e ragazzi che non possono comprare i libri; fare convenzioni con le librerie per facilitare l’uso dei buonilibro; proporre nelle scuole medie iniziative di riciclaggio dei libri all’interno delle stesse sezioni e della stessa scuola; evitare proclami per portare libri nella biblioteca comunale che non serviranno a nulla; facilitare un mercatino dell’usato, ecc.

 

COMUNICATO

Le Comunità ecclesiali di Bagheria in questo momento di emergenza sociale e morale sentono il bisogno di esprimere la loro preoccupazione per il degrado a cui assistiamo ogni giorno nella nostra città. Dalla pervasività della mafia all’aumento della delinquenza comune, ai gravi disordini e inadempienze nelle relazioni pubbliche, è come se si disgregasse sempre più, a partire dalla famiglia alla vita economica, sociale, amministrativa, quel tessuto di rapporti di solidarietà e di riconoscimento reciproco che sono necessari per vivere nella giustizia e nel rispetto di ogni persona umana

Sentiamo perciò impellente, come comunità, il dovere di richiamare tutti, ognuno per la sua parte,  alla responsabilità e alla coerenza nella costruzione del bene comune. Gridiamo contro la indifferenza verso il disagio di tante famiglie che sono sul lastrico e che a volte esplodono con rabbia incontrollata. Le nostre comunità si prodigano a favore di coloro che vivono ai margini o sono umiliati a causa della disoccupazione o dello sfratto, ma non possono far fronte ai tantissimi bisogni della gente. Le risposte che danno sono frutto della generosità di tante persone,  come accade per tenere in piedi la mensa della Caritas.

Gridiamo forte contro ogni forma di mafia, di violenza, contro ogni gesto di intimidazione,  contro l’illegalità diffusa. Vogliamo in particolare sottolineare la violenza esercitata nella manomissione delle tombe nel nostro cimitero che, anche se ammantata di una illegale forma di legalità, di fatto ha portato alla dissacrazione di ciò che è sacro nella nostra cultura come è il rispetto verso i morti.

Vogliamo sottolinenare ancora la violenza dei morti ammazzati, la violenza di una lunga serie di intimidazioni con cui si intende punire o infondere paura o ottenere illegalmente qualcosa,  come recentemente  è accaduto anche a don Filippo Custode parroco del Santo Sepolcro.

Non possiamo dirci popolo cristiano se il vangelo di Gesù Cristo è assente dalla nostra vita personale, sociale, economica, politica. Per questo noi ci vogliamo impegnare, inseriti come siamo nel tessuto più vivo della nostra città, a realizzare insieme quei valori di convivenza che si fondano sulla giustizia, sulla solidarietà umana, sulla pace.

Aderiamo alla manifestazione promossa dal Centro Pio La Torre insieme alla scuole di Bagheria di mercoledì 26 febbraio per la intitolazione della strada che collega Bagheria a Cateldaccia alla memoria della prima Marcia della società civile per la liberazioen dalla mafia avvenuta il 26 febbraio 1983.

Le nostre comunità sono chiamate a partecipare ad alcuni momenti di riflessione e di preghiera per richiamare le coscienze sugli episodi del Cimitero e di esprimere solidarietà a don Filippo Custode.

Venerdì, 28 febbraio ore 21.00        Fiaccolata da Piazza Palagonia a Piazza S. Sepolcro

Mercoledì delle Ceneri 5 marzo     Preghiera per i nostri defunti nelle messe del giorno

Venerdì, 7 marzo ore 15.30              Via Crucis all’interno del Cimitero

 

Lettera del Parroco alla cittadinanza

Si devono vergognare di infierire sui più deboli, per pochi denari.

p. Francesco Michele Stabile

Non possiamo essere contenti del dissesto del Comune che peserà ancora una volta sulle famiglie. E sappiamo quali conseguenze porterà il fallimento della politica di questa amministrazione e di questo consiglio sulla città. Perché di fallimento si deve parlare e di delusione. E per due motivi dal nostro punto di vista.

Il primo è la mancanza di coraggio nel risanamento della finanza. Avevamo chiesto coraggio. Invece di intervenire su alcune distorsioni di spesa, delle quali tante volte abbiamo parlato con sindaco e assessori, si è trovato il coraggio di intervenire per poche migliaia di euro contro le fasce più deboli della popolazione che già soffrono perché non c’è lavoro e nessuna politica sociale di contrasto alla povertà. I servizi sociali infatti, come già abbiamo denunziato, da tempo non sono in grado di fare interventi perché non ci sono fondi per loro.

Finalmente il coraggio è venuto nel tagliare circa 15 mila euro l’anno di spese di affitto dei locali della Caritas di via S. Flavia dove c’è la mensa sociale che ogni giorno permette a più di trenta persone di ricevere un pasto caldo, e tra questi una decina di bambini, dove c’è il Centro ascolto che accoglie le istanze delle persone in difficoltà, dove c’è la possibilità di una doccia e di un cambio di biancheria. Viene tagliato inoltre il contributo per l’affitto del locale  dell’Associazione Pro Handicap, che riunisce più di cento famiglie, nel quale viene offerta  l’opportunità  di una momento di svago e di socializzazione ai disabili adulti con l’aiuto di volontari, e anche per l’affitto dei locali per gli anziani.

Se queste sono le scelte dell’amministrazione, dobbiamo dire che funzionari e dirigenti di settore, che hanno proposto, e amministratori, che hanno approvato queste misure, si devono vergognare di infierire sui più deboli, per pochi denari.

Il secondo motivo di delusione è nel metodo seguito dagli amministratori. Inviti, incontri, dichiarazioni di disponibilità di sindaco e assessori a discutere per trovare insieme con la società civile soluzioni, fino alla proposta di indire una assemblea delle forze sociali, associazioni e sindacati per discutere su un bilancio partecipato in cui l’amministrazione avrebbe fatto le sue proposte “coraggiose” di risparmio per far digerire meglio alle famiglie, si diceva, i possibili sacrifici a cui sarebbero state chiamate in conseguenza delle scelte sbagliate dei politici che hanno amministrato, ieri e oggi, questa città.

Gli amministratori si sono limitati a lavare la coscienza dichiarando che non avrebbero preso  stipendi, ma la cosa più grave è che hanno preso in giro tutti Caritas, sindacati, associazioni promettendo un bilancio partecipato. Mancando alla parola data, il 22 ottobre, periodo in cui si prometteva di indire una assemblea pubblica dove presentare il piano strategico di Bagheria e la proposta di stipulare una patto sociale con la città, programmando un bilancio condiviso, la giunta aveva già deciso la sua proposta e i suoi tagli. E come è possibile che il sindaco che ha firmato la delibera non sapesse che vi fosse incluso il taglio dell’affitto dei locali della mensa della Caritas? Assessori e sindaco, sollecitati a indire l’incontro pubblico così decantato come esaltazione di democrazia, mettevano tempo e non avevano coraggio di dire la verità, che tutto era già stato deciso.  Dove la serietà e il rispetto per le persone che erano state coinvolte e per la comunità?

Se questa è la politica e lo stile, mi pare che si sia persa credibilità e affidabilità. Lo scollamento con la gente infatti è totale. Ci siamo illusi che si potesse trovare insieme una strada condivisa per uscire da questa situazione gravissima della città. Non basta dire che si è tentato di evitare il collasso e che altri hanno la colpa. Il fatto è che non si è voluta la  partecipazione delle forze sociali, e l’amministrazione era ed è rimasta sola. Una amministrazione dalla vista corta ha come conclusione il suicidio di se stessa e la responsabilità di allontanare chi aveva creduto che si potesse costruire una politica e una città diversa.

12 novembre 2012